Rassegna cinematografica promossa da Centro Servizi Volontariato di Pavia e provincia.
Programma e schede a cura di roberto figazzolo e Filippo Ticozzi

MOTOSOLIDALE
Ore 21 Cinema Politeama 
Corso Cavour, 20 Pavia


PERSONAL SHOPPER


9 novembre 
E prima serata rassegna cinematografica MotoSolidale
di Olivier Assayas. Francia. Anno 2016, durata 105’.

Maurine è americana e vive a Parigi, fa un lavoro assolutamente contemporaneo nella sua impalpabilità: è una personal shopper di una star dello spettacolo, ossia acquista per conto terzi abiti, gioielli e altre cose, tutte costose. E’ spesso in viaggio, e abita luoghi altrettanto contemporanei e vacui: mezzi di trasporto, appartamenti improvvisati, camere d’albergo. Di notte si riappropria di sé e cerca di mettersi in contatto con il fratello, morto improvvisamente. Maurine è anche una medium.  Una ghost story rivista da uno dei più grandi autori francesi viventi. Una storia misteriosa e affascinante, che si muove tra attenta indagine della solitudine e sottile rivisitazione del gotico. Il sovrannaturale diviene così ragionamento sull’evanescenza del nostro tempo e approfondita ispezione della malinconia, attraverso la disamina dei legami umani, eterei o reali che siano, nell’oscuro tempo dello shopping.

Safari


16 novembre 
di Ulrich Seidl. Origine Austria, Danimarca, Germania. Anno 2016, durata 90’.

Alcuni turisti tedeschi e austriaci e le loro vacanze in Africa a caccia di animali. Chi è davvero davanti al mirino? Disprezzo, indifferenza, colpevole distacco o piuttosto studio entomologico sulle passioni che ci guidano in questa vita? Ulrich Seidl passa dal microscopio (di Paradise: Love o di In the Basement), al tavolo di dissezione e noi rimaniamo sempre più stupiti dal servizio che gli rendono i suoi fantastici (forse perché così comuni) testimoni. Un uomo e una donna in completo kaki, corpi cadenti e bracci armati. Lunghe, silenziose (ma molto eloquenti) inquadrature potentemente frontali e chiacchiere che colpiscono, per la sottotraccia chiaramente razzista. L’Austria (ormai non più felix) e suoi cittadini, calmi e feroci, dominanti perché agognano di essere dominati. Mozart e Hitler venivano entrambi da lì. Anche Seidl e i suoi protagonisti. Voi credete al caso? Momenti di grazia e humor nerissimo, estetica e morale, la cattiva coscienza dell’Occidente e la grazia sospesa del “quarto” mondo. Un film che ci costringe a crescere, ad aumentare la nostra consapevolezza. Filosoficamente (e non solo) disturbante.

JOHNNY


23 novembre 
di Filippo Ticozzi. Italia. Anno 2017, durata 14’.

Johnny è di Kinshasa ma da quando è bambino vive nella profonda provincia lombarda. Non è la sua terra, non è la sua gente, lo sa bene. Ma la sua grande passione, il pugilato, lo fa sentire comunque parte di qualcosa di grande. E ora sta per affrontare un incontro molto importante. Saranno presenti il regista Filippo Ticozzi e Johnny attore protagonista. Progetto vincitore del bando MigrArti 2017, partner CSF Centro Servizi Formazione Soc. Coop. A.R.L.

LA TARTARUGA ROSSA


di Michael Dudok de Wit. Francia, Belgio. Anno 2016, durata 80’.
Un uomo naufraga su un’isola deserta. L’isola è rigogliosa e gli dà gli strumenti per costruirsi una zattera. Prova così a partire, ma una forza marina misteriosa lo ributta a terra. Riprova e riprova ma niente, il mare non vuole lasciarlo andare. Alla fine scopre chi è questo nemico: una grossa tartaruga. Rivisitazione stupenda del classico racconto esotico, è una immersione nel rapporto uomo-natura attraverso acquarello e carboncino, che in questo caso sono più veri del vero. Racconto semplice e al contempo complesso, lascia parlare le cose del mondo (di cui fanno parte anche l’uomo e la tartaruga). Realizzato interamente a mano, senza dialoghi, è un abbagliante viaggio contemplativo attraverso alcune inevitabili tappe della vita rivelate da tuoni, sole abbagliante, il moto delle onde, il fuoco di sera, il silenzio che non è mai vero silenzio. Meraviglia.

Human Flow


30 novembre 
rassegna cinematografica MotoSolidale e FINALE FESTIVAL DEI DIRITTI
Regia di Ai Weiwei. Origine Germania, USA. Anno 2017, durata 140’.
Cinema puro o film valanga? Ispirazione totale o sguardo pornografico sulla sofferenza di tanti migranti? Il dibattito, come sempre, quando si parla di arte contemporanea, e a maggior ragione quando si parla di Ai Weiwei, è aperto. Partiamo dai fatti. Ci sono oltre sessantacinque milioni di persone che, spinte da guerre, malattie, fame, carestie, siccità ed altre disgrazie naturali o “umane”, si stanno spostando dai loro luoghi d’origine (e dalla loro cultura), perché ne sono costretti, perché sono spinti a farlo, o comunque convinti di trovare condizioni di vita migliori altrove. È un “fiume di gente”, un flusso umano, uno “human flow” appunto, paragonabile soltanto, nella nostra Storia, al grande esodo seguito alla fine della IIWW. Ai Weiwei, artista cinese attivista per i diritti umani, e ambasciatore di Amnesty International, applica la propria sensibilità (non solo etica, ma anche estetica, per dir meglio pittorica, a questo grande scenario del presente. Qualcuno preferirebbe la limitasse ai “mazzetti di fiori” ma, ahimé, non di soli “cuccioli” vive il nostro sempre-più-insaziabile e fervido immaginario. Dal concorso ufficiale dell’ultima Mostra del Cinema di Venezia un’opera finalmente necessaria. Antologico. Durante la serata verranno proiettati i 4 cortometraggi vincitori del concorso VIDEO SLAM organizzato da Liberi Saperi.